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domenica 27 ottobre 2013

PENSIERO E PREGHIERA DEL GIORNO

Tutta la terra acclami il Signore

27.10.2013
At 13,1-5a; Sal 95; Rm 15,15-20; Mt 28,16-20

Gli apostoli ricevono da Cristo la missione di evangelizzare e di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo: la Trinità non è realtà lontana e ianccessibile ma si gioca nella vita umana. (Mt 28)

La giornata missionaria mondiale apre al grande mistero anche della Trinità come esperienza inesauribile e vitale per il cristiano presso cui si fa presente fin dal primo attimo di vita. Così come Dio si fa compagno di ogni uomo, altrettanto ogni cristiano/a deve sentirsi la responsabilità di portare quel dono d'amore ricevuto, che è il battesimo e la fede, ad altri che non lo conoscono.
Questo testimonia Paolo che col suo ministero si vuol fare strumento di grazia presso quanti non hanno avuto il dono di incontrare e personalmente conoscere Gesù, di sapere quanto Gesù ha fatto per amore di tutta l'umanità sacrificandosi per essa sulla croce. "Il mio vanto - scrive Paolo - in Cristo di fronte a Dio" è di portare il vangelo a chi non l'ha ancora conosciuto.

Preghiamo col Salmo

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

SANTO DEL GIORNO

San Frumezio, vescovo

27.10.2013

La primitiva e principale fonte per la conoscenza di Frumezio è lo storico Rufino. Nella sua "Historia ecclesiastica" narra come al tempo dell’imperatore Costantino (sec. IV) un filosofo di Tiro sbarcò sulla costa orientale dell’Etiopia con due suoi giovani allievi, Frumezio ed Edesio. Dal massacro dei passeggeri e dell’equipaggio gli etiopi risparmiarono i due ragazzi, che condussero schiavi alla corte di Axum. Frumezio divenne segretario del re. Entrato in contatto con mercanti greco-romani già cristiani, cominciò a sviluppare nel paese i primi germi del cristianesimo.
Lasciata la corte, Frumezio passò ad Alessandria per informare il vescovo Atanasio dei progressi del cristianesimo in Etiopia. Atanasio lo consacrò allora primo vescovo di Axum (fra il 340 e il 346), dove Frumezio ritornò per continuare l’opera di evangelizzazione, quale apostolo tra gli etiopi. Fu accolto con onore e chiamato “ rivelatore di luce” e “padre pacifico” (Abba Salama). La sua predicazione portò alla conversione “un numero infinito” (dicono gli storici) di indigeni.

I DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE Il mandato missionario

Lettura degli Atti degli Apostoli 13, 1-5a

In quei giorni. C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.
Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei.          


SALMO
Sal 95 (96)

             ®  Annunciate a tutti i popoli le opere di Dio.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. ®

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. ®

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. ®


EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 15, 15-20

Fratelli, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui.  


VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 28, 16-20

In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

venerdì 25 ottobre 2013

Messaggio di MEDJUGORIE del 25 Ottobre 2013


“Cari figli! Oggi vi invito ad aprirvi alla preghiera. La preghiera opera miracoli in voi e attraverso di voi. Perciò figlioli, nella semplicità del cuore cercate dall’Altissimo che vi dia la forza di essere figli di Dio e che satana non vi agiti come il vento agita i rami. Decidetevi di nuovo, figlioli, per Dio e cercate soltanto la sua volontà e allora in Lui troverete gioia e pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

PENSIERO E PREGHIERA DEL GIORNO

Il Signore regna: esulti la terra.

26.10.2013
Dt 18,9-14; Sal 96; Rm 1,28-32; Lc 5,1-11



Quando sarai entrato nel paese, non imparerai a commettere gli abominii delle nazioni che vi abitano. (Dt 18)


Dovunque si arrivi nel cammino della vita, luogo o situazione, ciò che conta - ci dice Mosè - è mantenere la coerenza nella fedeltà alla legge di Dio; perchè comunque chi compie atti abominevoli sarà punito.
Ma nessuno è privato della possibilità di scegliere se seguire o no la verità; chi decide di proseguire per la via sbagliata lo farà e ne pagherà le conseguenze. Mentre chi accoglierà l'invito di Dio vedrà il suo impegno fecondo di risultati.
Come per la pesca miracolosa, compiuta sulla fiducia, sulla parola di Gesù che premia il lavoro apparentemente inutile di chi si fida di lui ed è pronto a gettare le reti anche dopo una giornata a vuoto e in ora non idonea alla pesca. Senza Gesù il lavoro defatigante della pesca è vano e i risultati sono nulli; con la sua partecipazione il risultato è prodigioso. E' lui che sa raccogliere dove nessuno può riuscire.


Preghiamo col Salmo

Il Signore regna, esulti la terra.
Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt'intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra.

SANTO DEL GIORNO

San Luigi Orione

26.10.2013

E' una fra le figure più significative, per virtù e attività benefico-sociali, sorte in Piemonte a cavallo del secolo XX. Luigi Orione, è nato a Pontecurone (Alessandria) il 23 giugno 1872, ed è morto a San Remo il 12 marzo 1940; fu definito da Pio XII “apostolo della carità, padre dei poveri, benefattore insigne dell’umanità afflitta”. Di famiglia povera, fu costretto dal bisogno a seguire il padre nel duro lavoro di selciatore di strade. Accolto nell’Oratorio salesiano di Torino, dove ebbe confessore don Bosco, vi completò gli studi ginnasiali e nel 1889 entrò nel seminario di Tortona, venendo ordinato sacerdore nel 1895.

La sua attività, dettata dalle necessità del tempo, seguì due direttive: la scuola e le colonie agricole. Si prodigò per gli orfani dopo i terremoti di Messina (1908) e della Marsica (1915). Nel 1913 la sua attività apostolica raggiungeva il Brasile con l’invio dei primi missionari; altri ne destinò in Palestina e a Rodi. Fondò la congregazione religiosa dei Figli della divina Provvidenza e delle Piccole Missionarie della Carità.

È del 1915 l’opera che maggiormente amò, per i più miseri e infelici, il “Piccolo Cottolongo”. Inoltre, per la propagazione e la diffusione della fede, aprì case in Polonia, negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Albania. Il fondatore della ‘Piccola Opera della Divina Provvidenza’ è stato beatificato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II, in un tripudio di tanti suoi figli ed assistiti provenienti da tante nazioni. E' stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

RITO AMBROSIANO - SETTIMANA DOPO LA DEDICAZIONE SABATO

Messa nel giorno:

LETTURA
Lettura del libro del Deuteronomio 18, 9-14

In quei giorni. Mosè disse: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio».  


SALMO
Sal 96 (97)

             ®  Il Signore regna: esulti la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. ®

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. ®

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. ®


EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 1, 28-32

Fratelli, poiché i pagani non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.     


VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 5, 1-11

In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.           
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Messa vigiliare della Domenica I dopo la Dedicazione

VANGELO DELLA RISURREZIONE

Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni 21, 1-14

Dopo questi fatti, il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
             Cristo Signore è risorto!
             ®Rendiamo grazie a Dio!

Seguono le letture della messa nel giorno della Domenica:
At 13,1-5a; Sal 95; Rm 15,15-20; Mt 28,16-20