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sabato 23 novembre 2013

SANTO DEL GIORNO


San Clemente I, papa e martire

23.11.2013
Le fonti più antiche sulla vita di san Clemente, che fu papa dopo Pietro, Lino e Cleto (come è ricordato nel Canone romano della messa), sono gli Atti , redatti nel IV secolo, ma poco attendibili perché troppo arricchiti di particolari. Di fantasia è anche la versione riportata dalla Legenda Aurea. Secondo quella tradizione, Clemente fu mandato in esilio in Crimea, e qui costretto a lavorare in miniera. Fece miracoli e ottenne molte conversioni con la sua predicazione.
La tradizione iconografica dell’àncora presso il suo sepolcro, simbolo della saldezza della fede, colorì di un nuovo particolare la sua leggenda: si credette che fosse stato gettato in mare da una nave con un’àncora al collo. Secondo il Liber Pontificalis, Clemente nacque nel I secolo nel quartiere romano di Montecelio. Con certezza si sa che fu vescovo di Roma sotto gli imperatori Galba e Vespasiano. A nome degli anziani della sua Chiesa intervenne per riportare la concordia e l’unità nella Chiesa di Corinto, lacerata da divisioni circa l’autorità all’interno della comunità cristiana.
Nella sua lettera, con tono umile ma colmo di sapienza, Clemente ricorda ai cristiani di Corinto che la via dell’unità e della pace tracciata da Cristo passa per quella dell’umiliazione e della sottomissione per amore, secondo anche l’insegnamento di Paolo, che costituiva un legame fra i cristiani di Roma e quelli di Corinto. Ebbe la fama di uomo mite ed evangelico.

RITO AMBROSIANO - SABATO DELLA I SETTIMANA DI AVVENTO


Mesa del giorno:

LETTURA
Lettura del profeta Ezechiele 3, 22 - 4, 3

In quei giorni. Ezechiele disse: «Venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse: “Àlzati e va’ nella valle; là ti voglio parlare”. Mi alzai e andai nella valle; ed ecco, la gloria del Signore era là, simile alla gloria che avevo visto al fiume Chebar, e caddi con la faccia a terra. Allora uno spirito entrò in me e mi fece alzare in piedi. Egli mi disse: “Va’ e chiuditi in casa. E subito ti saranno messe addosso delle funi, figlio dell’uomo, sarai legato e non potrai più uscire in mezzo a loro. Farò aderire la tua lingua al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli. Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: ‘Dice il Signore Dio’. Chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli”.
“Figlio dell’uomo, prendi una tavoletta d’argilla, mettila dinanzi a te, disegnaci sopra una città, Gerusalemme, e disponi intorno ad essa l’assedio: rizza torri, costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli arieti. Poi prendi una teglia di ferro e mettila come muro di ferro fra te e la città, e tieni fisso lo sguardo su di essa, che sarà assediata, anzi tu la assedierai! Questo sarà un segno per la casa d’Israele”».


SALMO 
Sal 129 (130)

    ® Presso di te, Signore, è la redenzione d’Israele.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. ®
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. ®
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia, attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. ®
Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione. ®


EPISTOLA
Lettera agli Ebrei 5, 1-10

Fratelli, ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo: / «Tu sei sacerdote per sempre, / secondo l’ordine di Melchìsedek».
Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek.


 VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 10, 1-6

In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».
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MESSA VIGILIARE DELLA DOMENICA II DI AVVENTO

Vangelo della Risurrezione
Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca 24, 1-8

Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole.
             Cristo Signore è risorto!
             ®Rendiamo grazie a Dio!

Seguono le letture della messa nel giorno della Domenica:
Bar 4,36-5.9; Sal 99; Rm 15,1-13; Lc 3,1-18
 

venerdì 22 novembre 2013

PENSIERO E PREGHIERA DEL GIORNO

Dì a noi quando accadranno queste cose

22.11.2013
Ez 3,16-21; Sal 50 (51); Gl 3,1-4; Mt 9,35-38


«Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!”». (Mt 9,37-38) 

Gli alberi senza terra, muoiono! L’uomo senza la preghiera inaridisce. L’invito del Signore a pregare, vale anche per noi oggi. Che non manchino mai alla Chiesa operai, (sacerdoti, religiosi, laici) impegnati per l’annuncio del Regno di Dio.
Amministratori dei doni di Dio, per i fratelli di tutto il mondo. Cosa chiede la Chiesa a quei ministri e collaboratori? Vita interiore e profonda, testimonianza di vita concreta nella gratuità. Gli inviati di Dio non devono lavorare per il proprio onore e la propria gloria. Gesù in San Luca al cap. 17,10 ci dice: “Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.

Preghiamo

O intensa luce del mio Spirito, vieni in mio aiuto.
Insegnami a parlare, aiutami a tacere,
dirigimi nel camminare,
arrestami per sostare presso di te,
affinché ogni parola detta o taciuta ,
ogni passo fatto o respinto,
tutto sia nella perfetta volontà di Dio.
Tutti i tuoi caldi raggi, o Luce divina,
mi diano l’equilibrio dei Santi.

(Movimento Carismatico di Assisi)

SANTO DEL GIORNO


SANTA CECILIA, VERGINE E MARTIRE

Non si sa quasi nulla di questa nobile donna cristiana, probabilmente martirizzata nel III secolo, giacché la sua “passio”, secondo uno stile convenzionale romanzata e ornata di particolari miracolosi, fu scritta due o tre secoli dopo. Sarebbe stata promessa sposa al nobile Valeriano, ma rivelando a lui la propria fede e la decisione di custodire la verginità in onore alla carne di Cristo, lo persuase a farsi battezzare e insieme a lui anche il fratello Tiburzio.
I due giovani furono riconosciuti cristiani e condannati a morte dal prefetto di Roma Turcio Almacchio, insieme al notabile Massimo che, incaricato di condurli al supplizio, si era lui pure convertito alla fede cristiana. Fu poi la volta di Cecilia, martirizzata non senza aver prima convertito al cristianesimo i mandanti della sua esecuzione. Il suo corpo venne deposto in un sepolcro accanto a quello dei vescovi, nelle catacombe di S. Callisto, lungo la via Appia.
Nei secoli successivi, a partire da un’antifona dell’ufficio liturgico dedicata alla santa martire (“Al canto dell’organo Cecilia, rivolta al Signore, pregava…”), fu scelta come patrona della musica e dei musicisti. In realtà la musica e il profumo legati alla figura di Cecilia sono di altra natura, come spiega un’altra antifona del medesimo ufficio liturgico: “La vergine Cecilia sempre portava in cuore l’Evangelo, e giorno e notte parlava con Dio”.

RITO AMBROSIANO - VENERDI DELLA I SETTIMANA DI AVVENTO

EZECHIELE
Lettura del profeta Ezechiele 3, 16-21

In quei giorni. Ezechiele disse: «Al termine di quei sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: ‘Tu morirai!’, e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio ed egli non si converte dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato.
Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette il male, io porrò un inciampo davanti a lui ed egli morirà. Se tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate, ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato”».


SALMO 
Sal 50 (51)

® Abbi pietà del tuo popolo, Signore.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. ®

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio. ®
 
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso. ®


PROFETI
 
Lettura del profeta Gioele 3, 1-4

Così dice il Signore Dio: «Dopo questo, / io effonderò il mio spirito / sopra ogni uomo / e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; / i vostri anziani faranno sogni, / i vostri giovani avranno visioni. / Anche sopra gli schiavi e sulle schiave / in quei giorni effonderò il mio spirito. / Farò prodigi nel cielo e sulla terra, / sangue e fuoco e colonne di fumo. / Il sole si cambierà in tenebre / e la luna in sangue, / prima che venga il giorno del Signore, / grande e terribile».


VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 9, 35-38


In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

lunedì 4 novembre 2013

MESSAGGIO DI MEDJUGORIE A MIRJANA DEL 2 novembre 2012


“Cari figli, vi invito di nuovo maternamente ad amare, a pregare senza sosta per il dono dell’amore, ad amare il Padre Celeste al di sopra di tutto. Quando amerete Lui, amerete voi stessi ed il vostro prossimo. Queste realtà non possono essere separate. Il Padre Celeste è in ogni uomo, ama ogni uomo e chiama ogni uomo col proprio nome. Perciò, figli miei, attraverso la preghiera ascoltate la volontà del Padre Celeste. Parlate con Lui. Abbiate un rapporto personale col Padre, che renderà ancora più profondo il rapporto tra voi, comunità dei miei figli, dei miei apostoli. Come Madre desidero che, attraverso l’amore verso il Padre Celeste, vi eleviate al di sopra della vanità di questa terra ed aiutiate gli altri a conoscere e ad avvicinarsi gradualmente al Padre Celeste. Figli miei, pregate, pregate, pregate per il dono dell’amore, perché l’amore è mio Figlio. Pregate per i vostri pastori, affinché abbiano sempre amore per voi, come l’ha avuto e l’ha mostrato mio Figlio dando la sua vita per la vostra salvezza. Vi ringrazio”.

sabato 2 novembre 2013

Commemorazione fedeli defunti


Prima Messa

Lettura
Lettura del secondo libro dei Maccabei 12, 43-46

In quei giorni. Il nobile Giuda, fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dramme d’argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio per il peccato, compiendo così un’azione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione. Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli pensava alla magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.


Salmo
Sal 129 (130)

R Lavami, Signore, da tutte le mie colpe.
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano le tue orecchie attente
alla voce della mia supplica. R
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.
Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione. R
 

Epistola
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 15, 51-57

Fratelli, io vi annuncio un mistero: noi tutti non moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Essa infatti suonerà e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati. È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria».
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!


Vangelo
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 5, 21-29

In quel tempo.
Il Signore Gesù diceva alle folle dei Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».
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Seconda Messa


Lettura 
Lettura del libro di Giobbe 19, 1. 23-27b

In quei giorni.
Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Salmo
Sal 26 (27)

    R Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi. R
 
Epistola 
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 4, 13-14. 16a. 18

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E risorgeranno i morti in Cristo.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

Vangelo 
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 44-47

In quel tempo.
Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna».
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Terza Messa


Lettura 
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo 21, 1-5a. 6b-7


Nel giorno del Signore, io Giovanni vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:
«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse:
«Ecco, io faccio nuove tutte le cose.
Io sono l’Alfa e l’Omèga,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete
io darò gratuitamente da bere
alla fonte dell’acqua della vita.
Chi sarà vincitore erediterà questi beni;
io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio».


Salmo
Sal 86 (87)

R In te, santa città, è la sorgente della vita.
Di te si dicono cose gloriose,
città di Dio!
Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
là costui è nato. R
Si dirà di Sion:
«L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda».
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato». R


Epistola
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 5, 5-11

Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.


Vangelo
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 37-40


In quel tempo.
Il Signore Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».