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lunedì 14 aprile 2014

RITO AMBROSIANO - LUNEDÌ DELLA SETTIMANA AUTENTICA


GIOBBE
Inizia la lettura del libro di Giobbe 2, 1-10

Accadde, un giorno, che i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, e anche Satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l’uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita».
Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.           


SALMO
Sal 118 (119), 153-160

       ®   La tua legge, Signore, è fonte di pace.

Vedi la mia miseria e liberami,
perché non ho dimenticato la tua legge.
Difendi la mia causa e riscattami,
secondo la tua promessa fammi vivere. ®

Lontana dai malvagi è la salvezza,
perché essi non ricercano i tuoi decreti.
Grande è la tua tenerezza, Signore:
fammi vivere secondo i tuoi giudizi. ®

Molti mi perseguitano e mi affliggono,
ma io non abbandono i tuoi insegnamenti.
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa. ®

Vedi che io amo i tuoi precetti:
Signore, secondo il tuo amore dammi vita.
La verità è fondamento della tua parola,
ogni tuo giusto giudizio dura in eterno. ®


TOBIA
Inizia la lettura del libro di Tobia 2, 1b-10d

In quei giorni. Per la nostra festa di Pentecoste, cioè la festa delle Settimane, avevo fatto preparare un buon pranzo e mi posi a tavola: la tavola era imbandita di molte vivande. Dissi al figlio Tobia: «Figlio mio, va’, e se trovi tra i nostri fratelli deportati a Ninive qualche povero, che sia però di cuore fedele, portalo a pranzo insieme con noi. Io resto ad aspettare che tu ritorni, figlio mio». Tobia uscì in cerca di un povero tra i nostri fratelli. Di ritorno disse: «Padre!». Gli risposi: «Ebbene, figlio mio?». «Padre – riprese – uno della nostra gente è stato ucciso e gettato nella piazza; l’hanno strangolato un momento fa». Io allora mi alzai, lasciando intatto il pranzo; tolsi l’uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del sole, per poterlo seppellire. Ritornai, mi lavai e mangiai con tristezza, ricordando le parole del profeta Amos su Betel: / «Si cambieranno le vostre feste in lutto, / tutti i vostri canti in lamento».
E piansi. Quando poi calò il sole, andai a scavare una fossa e ve lo seppellii. I miei vicini mi deridevano dicendo: «Non ha più paura! Proprio per questo motivo lo hanno già ricercato per ucciderlo. È dovuto fuggire e ora eccolo di nuovo a seppellire i morti». Quella notte, dopo aver seppellito il morto, mi lavai, entrai nel mio cortile e mi addormentai sotto il muro del cortile. Per il caldo che c’era tenevo la faccia scoperta, ignorando che sopra di me, nel muro, stavano dei passeri. Caddero sui miei occhi i loro escrementi ancora caldi, che mi produssero macchie bianche, e dovetti andare dai medici per la cura. Più essi però mi applicavano farmaci, più mi si oscuravano gli occhi, a causa delle macchie bianche, finché divenni cieco del tutto. Per quattro anni rimasi cieco e ne soffrirono tutti i miei fratelli.             


VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 21, 34-36

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».          
 

lunedì 24 marzo 2014

PENSIERO E PREGHIERA DFEL GIORNO

Dio ama stare con gli uomini

25.03.2014
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

Is 7,10-14; Sal 39 (40); Eb 10,4-10; Lc 1,26b-38

Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”. (Eb 10, 5-7)

Come accade per Gesù, il Figlio fattosi uomo; come accade per Maria, che mette la sua vita nelle mani di Dio e della sua volontà; così anche per noi accada di riconoscere le vie attraverso le quali offrire la vita per il meraviglioso disegno di Dio. È la nostra vita, il nostro corpo, sono i nostri giorni e le nostre energie ciò con cui possiamo rispondere e corrispondere alle attese di Dio. Forse – e soprattutto in Quaresima – ci può accadere di pensare che qualche piccolo gesto o “sacrificio” possa risolvere la questione della nostra dedizione a Dio… Semmai le nostre rinunce possono essere un segno visibile e concreto di un desiderio più ampio e totalizzante di mettere la vita nelle mani di Dio e compiere la sua volontà.

Preghiamo

Allora ho detto: “Ecco io vengo.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo”.
Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
(dal Salmo 40)

SANTO DEL GIORNO

Annunciazione del Signore - solennità

25.03.2014

E' una solennità che, prima della riforma liturgica, aveva un carattere squisitamente mariano come diceva il titolo stesso della festa: “ Annunciazione di Maria”. Il titolo odierno sposta l’accento sul Signore: “Annunciazione del Signore” si dice, ad indicare l’evento che si celebra, dal quale inizia un tempo nuovo sulla terra, l’incarnazione di Dio. Questo era già sottolineato del resto dalla data stessa, il 25 marzo, legata alla fissazione del Natale al 25 dicembre: nove mesi prima della nascita di Gesù, con l’annuncio dell’Angelo a Maria e il Fiat di lei, la Parola prende carne d’uomo nel seno di una donna che ha creduto a Dio e inizia il suo pellegrinaggio sulla terra. Quest'anno la data è slittata ad oggi per la sovrapposizione con il tempo prepasquale della Settimana santa.
Nell’episodio biblico dell’annuncio, l’evangelista Luca presenta Maria come la personificazione del piccolo resto, povero e umiliato di Israele, di coloro che incarnano nella loro vita l’attesa di un salvatore, e offrono alla venuta del Messia il grembo in cui prendere forma d’uomo. È festa del Signore, questa, perché Dio trova accoglienza sulla terra e per la sua venuta la terra diventa feconda di vita; per questo è festa anche di Maria, la terra che lo accoglie, ed è festa di tutti perché nella sua povertà ormai la terra di tutti è abitata da Dio.
 

Annunciazione del Signore - solennità

Is 7,10-14

In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli ìnferi oppure lassù in alto». Ma Acaz rispose:«Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, cioè Dio-con-noi».

Salmo
Sal 39 (40)

   Rit.: Ecco, io vengo, Signore, per fare la tua volontà.

Non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero».             R

Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore,
la tua verità e la tua salvezza ho proclamato.             R

Non ho celato il tuo amore
e la tua fedeltà alla grande assemblea.
Esultino e gioiscano in te quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza.             R

 Epistola
Eb 10,4-10

Fratelli, è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di capri. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: "Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocàusti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per compiere, o Dio, la tua volontà". Dopo aver detto: " Non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocàusti né sacrifici per il peccato", cose tutte che vengono offerte secondo la legge, soggiunge: "Ecco, io vengo a fare la tua volontà" Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo. Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.

Vangelo
Lc 1,26b-38

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: « Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: « Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

domenica 23 marzo 2014

PENSIERO E PREGHIERA DEL GIORNO

Dio ama stare con gli uomini

23.03.2014
DOMENICA III DI QUARESIMA

Es 34,1-10; Sal 105 (106); Gal 3,6-14; Gv 8,31-59

Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: “Maledetto chi è appeso al legno”, perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito. (Gal 3,13-14)
Se il cammino della vita cristiana è faticoso, è nello stesso tempo anche libero e liberante. Non siamo schiavi di norme da seguire o di leggi da rispettare: siamo piuttosto messi di fronte alla consapevole e meravigliosa possibilità di scegliere una Via, la Via che salva, Via che è una persona, Via che racconta di una decisione di amore sino alla fine, capace di consegnare tutto, e tutto di sé. Ciò che ci toglie dalla schiavitù della Legge non è la tenacia delle nostre decisioni, né la radicalità della nostra fedeltà; è piuttosto l’adesione ad un amore, la cura per il legame con una persona, la fede appoggiata a quel suo progetto, l’accoglienza di una benedizione che ci precede, la disponibilità stupita e festosa al dono dello Spirito che invade la storia. Etica e morale allora saranno festa, e mai oscuro e vuoto dovere.

Preghiamo

Dico a chi si vanta: “Non vantatevi!”,
e ai malvagi: “Non alzate la fronte!”.
Non alzate la fronte contro il cielo,
non parlate con aria insolente.
Né dall’oriente né dall’occidente
né dal deserto viene l’esaltazione,
perché Dio è giudice:
è lui che abbatte l’uno ed esalta l’altro.
(dal Salmo 75)

Impegno settimanale

Nell’incontro quotidiano con i fratelli, cerco di avere per loro una parola o un gesto di autentica speranza.

SANTO DEL GIORNO

Santa Pelagia, martire (IV secolo)

23.03.2014
 
Il nome di Pelagia compare accanto a quelli di Domezio, Aquila “eparca” e Teodosio martiri, nel calendario bizantino edito per ordine dell’imperatore Basilio II, da dove passa nel Martirologio Romano. La loro testimonianza avvenne all’epoca di Giuliano l’Apostata, l’imperatore che si adoperò in ogni modo per restaurare la morente religione pagana, pensando in questo modo di arrestare la decadenza dell’Impero romano. Pelagia e i suoi compagni, in una pubblica riunione in onore degli dei, a Cesarea, dichiararono pubblicamente la falsità del paganesimo che l’imperatore imponeva. Arrestati, furono torturati e uccisi per decapitazione.
Ciò accadeva nell’anno 362, un anno prima della morte dell’imperatore apostata, che cadde in battaglia mentre combatteva contro i barbari.