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martedì 18 marzo 2014

Apparizione della Madonna a MIRJANA il 18 marzo 2014.


Cari figli, come madre desidero aiutarvi, con il mio amore materno, desidero aiutarvi ad aprire il vostro cuore e a mettere in esso mio Figlio al primo posto. Desidero attraverso il vostro amore verso mio Figlio e attraverso la vostra preghiera, che vi illumini la luce di Dio e che vi riempia la Grazia e la Misericordia Divina. Desidero, in questa maniera, che sia lontano da voi il buio e l’ombra mortale, che vuole circondarvi e portarvi alla via sbagliata. Desidero che voi sentiate la gioia della benedizione di Dio e della sua Promessa. Voi figli dell’uomo, voi siete figli di Dio, voi siete i miei figli, perciò, figli miei, incamminatevi sulle vie alle quali vi conduce il mio amore, il quale vi insegna l’umiltà, la saggezza e la strada verso il Padre Celeste. Pregate insieme a me per tutti coloro che non mi accolgono e che non mi seguono: per la durezza del loro cuore, non possono sentire la gioia dell’umiltà, della devozione, della pace e dell’amore, la gioia di mio Figlio. Pregate per i vostri pastori affinché le loro mani benedette, sempre vi donino la benedizione della gioia di Dio. Grazie.

La Madonna ha benedetto tutti e tutti gli oggetti portati; inoltre, Mirjana riferisce che quando la Madonna ha nominato il buio e l’ombra mortale tutto era grigio intorno a Lei poi quando ha detto “io desidero che voi sentiate la benedizione della promessa di Dio” tutto questo grigiore è scomparso”.

Su invito della veggente, Padre Hananias, ha impartito la benedizione a tutti i presenti e fatto gli auguri a Mirjana per il suo compleanno.

PENSIERO E PREGHIERA DEL GIORNO

Cambiare per amore

18.03.2014
Gen 13,1b-11; Sal 118 (119), 33-40; Pr 5,15-23; Mt 5,31-37

Poiché sono davanti agli occhi del Signore le vie dell’uomo, egli bada a tutti i suoi sentieri. L’empio è preda delle sue iniquità, è tenuto stretto dalle funi del suo peccato. Egli morirà per mancanza d’istruzione, si perderà per la sua grande stoltezza. (Pr 5,21-23)

 

I nostri giorni sono nelle mani di Dio. Anche quando proprio non sembra. Attendere non è vano, fidarsi non è esporsi alla delusione. Anche quando sembra di perderci in sentieri senza sbocco e senza gioia. Il saggio del libro dei Proverbi invita a custodire questa percezione fiduciosa: l’alternativa è la prigionia, la schiavitù indotta dalla nostra debolezza, la vacuità della nostra miopia e della nostra incapacità di comprendere. Rimanere in Dio (o a lui tornare) è ciò che ci può garantire di non rimanere sconfitti dalla lotta – spesso dura e aspra – che la vita a volte o sempre rappresenta. Non ci accada di snobbare i segni – pur piccoli e nascosti – con cui Dio mostra la sua cura per noi. Con discrezione, certo, senza proclami altisonanti, ma ci accompagna.


Preghiamo

Un canto nella notte mi ritorna nel cuore:
medito e il mio spirito si va interrogando.
Forse il Signore ci respingerà per sempre,
non sarà mai più benevolo con noi?
È forse cessato per sempre il suo amore,
è finita la sua promessa per sempre?
può Dio aver dimenticato la pietà,
aver chiuso nell’ira la sua misericordia?
(dal Salmo 77)

SANTO DEL GIORNO

San Cirillo, vescovo di Gerusalemme (secolo IV)

18.03.2014

Nacque intorno al 315 da genitori cristiani. Iniziato alla vita monastica e allo studio delle Scritture, fu ordinato presbitero dal vescovo Massimo, al quale nel 348 succedette nella cattedra di Gerusalemme. Tutta la sua vita fu coinvolta nel travaglio di un periodo tormentato e confuso, quando le controversie teologiche, connesse con le lotte delle fazioni politiche ed episcopali, furono piuttosto esasperate che conchiuse con la condanna di Ario. Tre volte, ingiustamente accusato di errori dottrinali e legami con correnti dell’arianesimo, fu condannato all’esilio, conquistando con la sua predicazione l’ammirazione e la stima del popolo presso il quale scontava la sua pena. Tornato definitivamente alla sua sede nel 378, vi prestò le sue cure di pastore interamente dedito all’edificazione del suo gregge fino alla morte, avvenuta nel 386.
Ne testimonia Basilio, che elogiò più tardi la fiorente vita della comunità cristiana di Geruralemme. Sebbene Rufino denunci l’incostanza di Cirillo nella retta professione di fede, la sua vita si può considerare spesa, non senza personali sofferenze, al servizio dell’ortodossia. Pur non essendo un sottile ingegno speculativo, ma piuttosto un pastore che istruisce il suo gregge, egli dà prova di piena ortodossia nella dottrina sia trinitaria che cristologia. Partecipò nel 381 al Concilio di Costantinopoli (secondo concilio ecumenico) e a quello successivo del 382 e lasciò nelle sue 24 Catechesi un’opera che gli valse il titolo di Dottore della Chiesa. Vi sono compendiate le sue istruzioni ai candidati al battesimo e ai neobattezzati sul Simbolo, la Penitenza, il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia. Il pensiero cristiano, negli aspetti dogmatici, morali e sacramentali vi è presentato in un’esposizione trasparente, sicura ed efficace per l’adattamento psicologico dell’oratore alla mentalità dell’uditorio.
Le fonti di Cirillo sono le Scritture e la tradizione apostolica. Cirillo fu venerato sia in Oriente che in Occidente fin dall’antichità. Il Martirologio Romano ne celebra la memoria il 18 marzo, data, secondo un calendario siriano, della sua morte.
 

RITO AMBROSIANO - MARTEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA

GENESI

Lettura del libro della Genesi 13, 1b-11


In quei giorni. Lot era con Abram. Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro. Abram si spostò a tappe dal Negheb fino a Betel, fino al luogo dov’era già prima la sua tenda, tra Betel e Ai, il luogo dove prima aveva costruito l’altare: lì Abram invocò il nome del Signore.
Ma anche Lot, che accompagnava Abram, aveva greggi e armenti e tende, e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nella terra. Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. Non sta forse davanti a te tutto il territorio? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra».
Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra – come il giardino del Signore, come la terra d’Egitto fino a Soar. Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro.  



SALMO
Sal 118 (119), 33-40


    ®   Guidami, Signore, sulla tua via.


Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore. ®


Guidami sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in essi è la mia felicità.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti
e non verso il guadagno. ®


Distogli i miei occhi dal guardare cose vane,
fammi vivere nella tua via.
Con il tuo servo mantieni la tua promessa,
perché di te si abbia timore. ®


Allontana l’insulto che mi sgomenta,
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi precetti:
fammi vivere nella tua giustizia. ®
 

PROVERBI
Lettura del libro dei Proverbi  5, 15-23


Figlio mio, / bevi l’acqua della tua cisterna / e quella che zampilla dal tuo pozzo, / perché non si effondano al di fuori le tue sorgenti / e nelle piazze i tuoi ruscelli, / ed essi siano per te solo / e non per degli estranei che sono con te. / Sia benedetta la tua sorgente, / e tu trova gioia nella donna della tua giovinezza: / cerva amabile, gazzella graziosa, / i suoi seni ti inebrino sempre, / sii sempre invaghito del suo amore! / Perché, figlio mio, perderti per la straniera / e stringerti al petto di una sconosciuta? / Poiché sono davanti agli occhi del Signore le vie dell’uomo, / egli bada a tutti i suoi sentieri. / L’empio è preda delle sue iniquità, / è tenuto stretto dalle funi del suo peccato. / Egli morirà per mancanza d’istruzione, / si perderà per la sua grande stoltezza.




VANGELO

Lettura del Vangelo secondo Matteo 5, 31-37


In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

 

giovedì 13 marzo 2014

papa francesco un anno di pontificato

)

PENSIERO E PREGHIERA DEL GIORNO

Lavorare insieme nel mondo

13.03.2014
Gen 4,25-26; Sal 118 (119), 17-24; Pr 4,1-9; Mt 5,20-26

"Principio della sapienza: acquista la sapienza; a costo di tutto ciò che possiedi, acquista l’intelligenza. Stimala ed essa ti esalterà, sarà la tua gloria se l’abbraccerai. Una corona graziosa porrà sul tuo capo, un diadema splendido ti elargirà".   (Pr 4,7-9)

La Quaresima, che chiama alla rinuncia, si può fare occasione per destinare ogni nostra risorsa all’acquisizione di ciò che più conta nel cammino della vita, anche sapendo abbandonare ciò che abbiamo spesso e inutilmente ritenuto fonte della nostra sicurezza. Saper interpretare la nostra vita alla luce della sapienza che viene dall’alto e che abita la nostra storia, vale più di ogni altra cosa: sarà luce nel cammino sempre, sarà esaltazione e gloria, cioè festa del vivere e pienezza, sarà inestimabile pace nell’attraversare i giorni. Perché così facilmente ci concediamo a ciò che non ha futuro e non ha nessuna possibilità di renderci veramente felici? Perché così facilmente lasciamo spazio a ciò che abbruttisce e non lascia risplendere la bellezza che già abita in noi?


Preghiamo

Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità.
(dal Salmo 92)

SANTO DEL GIORNO

S.ti Rodrigo e Salomone di Cordova, martiri (IX sec.)

13.03.2014

Rodrigo era un prete di Cordova, nell’Andalusia, regione della Spagna sotto il dominio arabo. Uno dei suoi fratelli era rimasto cristiano, l’altro, invece si era fatto musulmano. Tra loro ricorrenti e aspre erano le liti a causa della diversa fede e Rodrigo cercava di fare opera di pace, senza riuscirvi. Un giorno, intervenendo in una rissa, viene colpito e perde i sensi; il fratello musulmano lo porta via su un carretto e spiega, mentendo, alla gente che Rodrigo è gravemente malato e, sentendo vicina la morte, si è fatto musulmano. Ma Rodrigo guarisce e continua il suo ministero sacerdotale. Viene allora trascinato davanti al giudice dal fratello musulmano che lo accusa di tradimento. Il giudice cerca di salvarlo, proponendo un compromesso che Rodrigo non accetta: è cristiano e tale vuole rimanere. Viene, così, condannato a morte da un giudice riluttante, per l’insistenza del fratello. Rodrigo viene ucciso con un altro cristiano di nome Salomone. Per entrambi la santità è proclamata subito attraverso il culto popolare spontaneo.
Rodrigo fu ritratto in un famoso quadro del Murillo con la palma del martirio, anche se si tratta più di fratricidio che di persecuzione.